sabato 24 gennaio 2015

Acqua - Rimini e provincia Rispettare il Referendum, Ripubblicizzare il servizio idrico

No ai colpi di mano, avviare una istruttoria pubblica, i cittadini devono discutere e decidere per l'affidamento del servizio idrico

Senza dibattito pubblico e senza informare la cittadinanza, pare che i Sindaci del territorio Riminese intendano decidere il nuovo affidamento dei servizi idrici (il vecchio è scaduto e siamo in regime di proroga) attraverso la messa a gara del servizio e quindi decretandone di fatto la Privatizzazione.
Sarebbe una violazione gravissima del mandato democratico e popolare che ha visto la stragrande maggioranza dei cittadini/e del territorio Riminese (145.534 SI') pronunciarsi contro la privatizzazione dell'acqua e per la sua sottrazione alle logiche del mercato attraverso il Referendum.
Facciamo appello ai Sindaci, a cambiare strada e a tutti i rappresentanti delle istituzioni a mobilitarsi assieme ai cittadini per scegliere l'unica strada coerente col mandato democratico, l'affidamento ad una azienda speciale pubblica.
Facciamo notare che questa discussione avviene proprio in presenza della Legge di stabilità voluta dal governo, che prevede misure che potrebbero portare ad una compiuta privatizzazione di soggetti come HERA.
Quindi l'affidamento attraverso la gara significherebbe privatizzare il servizio.
Solo l'affidamento in House a una azienda di diritto pubblico controllata in toto dai comuni, garantirebbe una gestione finalizzata agli interessi dei cittadini e dell'ambiente, e non a quelli dei mercati finanziari.

Di seguito il video dell'assessore Mirko Tutino della provincia di Reggio Emilia che proietteremo questo pomeriggio durante l'assemblea alle ore 16.00 presso la sala del Buonarrivo (sede della Provincia di Rimini) Corso D'Augusto, 231



Intervento di apertura dell'assemblea Pubblica:
Andrea Caselli coordinatore regionale dei comitati acqua bene comune


mercoledì 14 gennaio 2015

Lettera Aperta ai sindaci del territorio Riminese


Caro Sindaco,

nel suo comune 62.381 cittadini hanno votato il 12 giugno 2011 Sì ai referendum contro la privatizzazione dell'acqua e contro il profitto in bolletta.
Nel territorio Riminese è ormai da tempo scaduto l'affidamento del servizio idrico integrato, attualmente gestito da HERA in regime di proroga.Abbiamo saputo dell'intenzione del consiglio territoriale di ATERSIR, di cui anche la sua amministrazione fa parte, di procedere ad un nuovo affidamento del servizio tramite gara ad evidenza pubblica.
Non le sfuggirà che un passaggio di questo genere produrrebbe la sostanziale privatizzazione del servizio idrico, in palese contrasto con la volontà dei cittadini italiani e del suo comune.
La privatizzazione sarebbe sicura, anche in considerazione del fatto che HERA, per via delle nuove norme previste dalla Legge di stabilità si avvia ad un probabile processo di privatizzazione, attraverso la cessione incentivata, da parte dei comuni di gran parte delle azioni in proprio possesso.
Un passaggio così importante non può avvenire senza una istruttoria pubblica degna di tal nome e supportata da studi specifici sulla realtà Riminese, che prospettino ed analizzino accuratamente tutte le soluzioni possibili previste dalla normativa Europea.
Prima fra tutte la possibilità che i Comuni decidano l'affidamento in House ad una Azienda Speciale interamente dipendente dai comuni del Riminese stessi.
Ci risulta che questo lavoro non è stato fatto e che la documentazione da voi visionata sia largamente insufficiente, genericamente riferita ad altre realtà, ed in alcuni casi del tutto tendenziosa e di parte, densa di contenuti spazzati via dall'esito referendario.
La gestione in House dovrebbe avvenire attraverso la costituzione di una Azienda speciale realizzata attraverso lo scorporo del ramo idrico di HERA, e collocarsi in un orizzonte prospettico che veda la trasformazione di Romagna Acque in Azienda speciale, riconnettendo tutto il servizio idrico integrato.
Il primo vantaggio di tale soluzione sarebbe la ripresa di controllo e di potestà decisionale dei Comuni su un fattore fondamentale del governo del territorio, fattore come ben sapete totalmente scomparso nel caso della gestione tramite HERA, oramai deterritorializzata, finanziarizzata, eccessivamente grande e che impedisce la focalizzazione sugli interessi del territorio Riminese e dei suoi cittadini e della dovuta cura delle risorse idriche del territorio.
Questa prospettiva libererebbe risorse da destinare agli investimenti necessari producendo la possibilità che i comuni riprendano realmente il controllo della tariffa sia finalizzata agli investimenti che a benefici tariffari per i cittadini.
Sappiamo che la volontà dei comuni è fortemente condizionata dalla questione delle risorse, per via dei continui tagli ai quali sono stati soggetti, e per i ricatti che li spingono precisamente sulla strada delle privatizzazioni, realizzando la più grande spoliazione del patrimonio civico.
Eppure a questa deriva va opposta la volontà di recuperare un profilo che metta al centro gli interessi del territorio, dando nuove soluzioni al problema finanziario: la gestione finanziaria degli investimenti sarebbe garantita dalla tariffa, e la parte di esborso da fare nel momento dell'affidamento in HOUSE potrebbe essere supportata da diversi strumenti, fra i quali la cessione delle azioni di HERA extrapatto, la richiesta di finanziamento a Cassa Depositi e prestiti rompendo la logica che la stessa finanzia le privatizzazioni .
Sono solo abbozzi di idee che richiedono un preciso esame sulla base di studi di fattibilità convincenti e specifici, ma questo lavoro che richiede il tempo necessario, oggi sarebbe già disponibile se si fosse lavorato per la chiarezza e non per condurre ad una decisione preordinata.

Come Comitati acqua bene comune dell'Emilia Romagna, garantiamo tutta la nostra collaborazione, rendendoci disponibili ad incontrarla, e ad interloquire con il consiglio comunale in sessione aperta alla cittadinanza.

La invitiamo inoltre fin da ora a partecipare all'assemblea pubblica che si terrà il giorno Sabato 24 gennaio 2015 alle ore 16.00 a Rimini Presso la sala del Buonarrivo (sede della Provincia di Rimini) Corso D'Augusto, 231 Rimini promossa dai Comitati Acqua Bene Comune Emilia Romagna

Le chiediamo però con fermezza di fermare il processo che si è avviato per non trovarci di fronte al fatto compiuto, l'acqua è un diritto umano fondamentale e come tale richiede percorsi democratici e senso del ruolo pubblico delle istituzioni.


mercoledì 24 luglio 2013

Dichiarazione dei coordinatori del Comitato Acqua Bene Comune di Rimini

comunicato inviato agli organi di stampa dopo la Commissione provinciale dedicata al tema dell'acqua

Questo mese di Luglio 2013 si sta caratterizzando, come credevamo succedesse, con una forte discussione sul Sistema Idrico Integrato, da un lato sull’annosa situazione delle fogne e dall’altro sulla scadenza dell’affidamento della gestione ormai in proroga da più di un anno ad Hera.
Ieri, 23 luglio 2013, si è riunita la 5° Commissione Consiliare della Provincia di Rimini a cui abbiamo partecipato grazie al lavoro svolto in questi due anni, dal Referendum 2011 a oggi ed alle proposte fatte in coerenza ai risultati referendari sulla tematica del nuovo affidamento. Nello scorso confronto tra il Coordinamento dei Comitati Acqua Bene Comune della Romagna e i Consigli Atersir Locali  riuniti in seduta congiunta a Forlì per discutere dell’attivazione del “tavolo dell’acqua bene comune in Romagna” e per verificare la volontà di attivare in quel contesto studi di fattibilità sulla gestione del servizio idrico integrato in Romagna, non ha portato grandi risultati, anzi avevamo percepito una forte accelerazione nella processo decisionale che avrebbe dovuto deliberare entro la fine di questo mese, sia a chi sia come affidare la gestione del servizio idrico.
In commissione è’ emersa, in tutta la sua evidenza, la complessità della materia relativa all’affidamento del Servizio Idrico Integrato e la Commissione ha sostenuto l’esigenza di non decidere in fretta ma di chiedere i necessari approfondimenti sia sul versante giuridico che sul versante tecnico.
Attendiamo una risposta in tal senso dalla riunione del Consiglio Locale Atersir Rimini (riunione prevista per domani 25 luglio), per dare corso alla volontà espressa dalla maggioranza assoluta dei cittadini italiani (e riminesi) con il pronunciamento referendario.
Chiediamo che venga deliberata la richiesta che il territorio di Rimini, con i 150 mila in Provincia e, i 513 mila cittadini in Romagna, ha fatto votando al referendum. La  volontà è chiara ed è che l’acqua non subisca processi di privatizzazione e che sulle tariffe non sia caricata la remunerazione del capitale.
“Il Referendum deve essere rispettato e considerato un vincolo per gli Amministratori” questa la frase espressa dal Presidente della Provincia Vitali, durante la Commissione. Ci troviamo pienamente d’accordo ma sentiamo la necessità che venga espressa la volontà politica della ripubblicizzazione e si avvino le procedure per lo studio di fattibilità sia tecnico che giuridico, in un reale coinvolgimento partecipativo del Comitato, degli Amministratori e dei cittadini.
Pensiamo anche che il percorso partecipativo che la Provincia di Rimini ed il Comitato Locale Atersir di Rimini hanno avviato, con il coinvolgimento del Comitato Acqua Bene Comune di Rimini, invitato a partecipare alle ultime riunioni, è un valore (non è avvenuto così ne a Ravenna ne a Forlì-Cesena) e deve essere confermato ed allargato. Ciò va fatto dando ai Sindaci e consiglieri comunali la possibilità di conoscere e discutere i contenuti degli studi di fattibilità e su quali scelte assumere in relazione all’affidamento del servizio idrico al prossimo gestore. Crediamo che accelerare i tempi delle scelte, sacrificando il percorso democratico e dando la priorità al tema degli investimenti è un errore che occorre evitare: sia perché c’è tutto il tempo necessario per discutere e decidere in quanto si utilizzerà tutto il 2014 per perfezionare e realizzare l’affidamento; sia perché è necessario che il territorio di Rimini ed i suoi Amministratori si mettano nelle condizioni di poter incidere, decidere e controllare ciò che avviene nel territorio senza delegare ad ambiti più vasti le scelte che li riguardano.
A sostegno di questo percorso rafforzeremo le nostre iniziative di mobilitazione.
Si scrive acqua, si legge democrazia!

Articolo Voce del 25/07/2013

Articolo Corriere di Rimini del 25/07/2013



martedì 9 luglio 2013

I COMITATI ACQUA PUBBLICA BENE COMUNE CHIEDONO COERENZA NEL RISPETTO DELL' ESITO REFERENDARIO

Apertura del tavolo ABC Romagna?Il primo incontro...una farsa

Nella giornata di lunedì 8 luglio 2013 si è svolto un incontro presso la sede della Provincia di Forlì-Cesena fra gli amministratori delle Province della Romagna, ATERSIR e i Comitati territoriali Acqua Pubblica Bene Comune di Forlì - Cesena, Faenza, Ravenna, Rimini. Ci teniamo a sottolineare che i  Comitati da oltre un anno, con ripetute richieste scritte, avevano sollecitato l'incontro.
A due anni di distanza dal Referendum del 12-13 giugno 2011, che ha visto  513.203 cittadini romagnoli votare 2 SI, il suo esito rimane inattuato e contraddetto e, da quanto è emerso dall’incontro, non pare che gli amministratori abbiano intenzione di contribuire perché ne sia pienamente rispettato l'esito referendario.

A fronte delle richieste avanzate dai Comitati di procedere con determinazione verso l’obiettivo della RIPUBBLICIZZAZIONE del Servizio Idrico Integrato nel nostro territorio, le risposte degli amministratori sono state evasive e complessivamente negative.

Al fine di affrontare il percorso della RIPUBBLICIZZAZIONE del Servizio Idrico Integrato in tutto il territorio Romagnolo i Comitati Acqua (Forlì - Cesena, Faenza, Ravenna, Rimini) hanno ribadito la necessità di trasformare Romagna Acque - Società delle Fonti Spa pubblica in Ente Consortile di Diritto Pubblico e, visto che la concessione del Servizio Idrico Integrato nel comune di Rimini alla Multi Utility Hera Spa – attualmente in deroga - è scaduto nel marzo 2012, di perseguire la scelta per la gestione pubblica di tale servizio.
Eludendo la risposta alle nostre richieste, gli amministratori presenti hanno sostanzialmente espresso una debole posizione di principio per l' acqua pubblica, affermando che occorre studiare " la materia " (a 2 anni di distanza dal referendum!!!) in quanto molto complessa e che non ci sono ad oggi le condizioni per impegnarsi esplicitamente per il percorso di RIPUBBLICIZZAZIONE del Servizio Idrico Integrato.
Inoltre, c'è stato annunciato che la Provincia di Rimini arriverà entro la fine del mese ad una decisione sulla futura gestione del Servizio Idrico Integrato, senza che ci sia stato un reale confronto e discussione in proposito con il Comitato Provinciale Acqua Pubblica Bene Comune di RIMINI e senza tener conto di quanto espresso 2 anni fa dai cittadini riminesi.
I Comitati di Forlì - Cesena, Faenza, Ravenna, Rimini ritengono, invece necessario che si arrivi in tempi brevi alla costituzione di un Tavolo dell'Acqua  affinchè si imposti un reale confronto per la RIPUBBLICIZZAZIONE del Servizio Idrico Integrato in tutta l'area romagnola, che dimostri  una netta volontà politica volta ad andare in questa direzione.
Ci attendiamo una risposta precisa e positiva, in assenza della quale saremo costretti a concludere che nel nostro territorio NON s' intende dare corso alla volontà espressa dalla maggioranza assoluta dei cittadini italiani  (e romagnoli) con il pronunciamento referendario. Quindi rafforzeremo le nostre iniziative di mobilitazione.

COMITATI ACQUA PUBBLICA BENE COMUNE 
FORLI' - CESENA, FAENZA, RAVENNA, RIMINI

lunedì 24 giugno 2013

OCCUPY PROVINCIA

Domani Martedì 25 Giugno alle ore 17.45 ci sarà il Consiglio Provinciale di Rimini

a cui parteciperemo come Comitato Acqua e Beni Comuni di Rimini in coordinamento con i comitati di Forlì e di Ravenna per proseguire con l’iniziativa Occupy Provincia e per chiedere l’istituzione del tavolo ABC Romagna per la ripubblicizzazione del SII in Romagna. 
I primi due appuntamenti ci hanno visti protagonisti, nei Consigli Provinciali di Forlì e di Ravenna, rispettivamente Mercoledì 23 e Martedì 28 Maggio, con lo scopo di denunciare il lassismo politico e le false promesse sull’attivazione del tavolo ABC Romagna e dell’incontro congiunto dei tre consigli d’ambito (previsto dalla Legge Regionale E.R. N.193 del 23-12-2011 Art.8 comma 7).
Siamo entrati, nelle sedi dei due Consigli Provinciali, con le nostre bandiere e con i cartelli per ribadire con forza che non facciamo sconti a nessuno sul rispetto dell’esito refendario del 2011, e che già troppo tempo è passato. Consideriamo, l’apertura del percorso di Ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato in Romagna e nello specifico dell’avvio di uno studio di fattibilità che analizzi economicamente, ma non solo questo processo, una risorsa per tutti i cittadini e le cittadine che vivono in questi territori.
Le nostre richieste, formulate nei modi e nei tempi con una certa costanza e cognizione di causa, guardando sempre all’interesse generale delle nostre comunità, le abbiamo presentate più e più volte in eventi pubblici come: iniziative popolari, presidi, interrogazioni nei Consigli Comunali, convegni con illustri interlocutori ed anche agli amministratori. Di fatto, Il punto di vista del Forum Nazionale dei Movimenti per l’Acqua, è ormai arcinoto a tutti e, nel caso specifico, la proposta di ripubblicizzazione del SII in Romagna è nota a tutti gli amministratori anche se fino ad ora ci hanno percepito come un problema, ed infatti i favorevoli, non hanno mai formalizzato le loro intenzioni. Il comportamento visto negli ultimi due Consigli provinciali ci riporta ad un modo di fare politica che non ci appartiene, è ormai non può essere più tollerata nel presente democratico del nostro Paese.
Garantire che la gestione del servizio idrico integrato, riconosciuto come servizio pubblico locale di interesse generale, non persegua scopi di lucro e sia sottratta ai principi della libera concorrenza, mediante un soggetto a proprietà pubblica. Garantire la gestione partecipativa del bene comune acqua, orientata a criteri di efficienza, risparmio, solidarietà, trasparenza, sostenibilità, con finalità di carattere sociale ed ecologico, salvaguardando le aspettative e i diritti delle generazioni future, non è una richiesta di cambiamento aleatoria, utopistica, ma concreta e coerente. 
A due anni esatti dal Referendum è sotto gli occhi di tutti, qual è stata la vera intenzione di chi ha governato il Paese fino ad ora e, di chi ha amministrato questi territori. Se da un lato si è data una spinta verso le privatizzazioni cercando più volte di disconoscere e cancellare l’esito referendario, dall’altro abbiamo visto l’immobilismo e il poco coraggio a determinare inversioni di rotta.
L’epoca delle privatizzazione non è terminata, nè sul territorio italiano, nè in Europa e neanche nell’area più allargata, che potremmo definire Euro-mediterranea, ma le piazze turche ci parlano proprio dell’importanza di difendere i beni comuni e sottrarli alla finanziarizzazione dell’esistente.

I Comitati e i Cittadini chiedono alle Istituzioni il rispetto degli impegni presi.
Si scrive Acqua, si legge Democrazia

domenica 16 giugno 2013

Non si fanno profittti sull'acqua

Ci uniamo al comunicato stampa del comitato di Forlì-Cesena pubblicando lo sul nostro blog....

Il 13 giugno 2013, il Comitato Acqua Bene Comune di Forlì - Cesena ha incontrato la Presidente di Romagna Acque - Società delle Fonti Spa Ariana Bocchini per avere informazioni relative ai costi di costruzione della parte architettonica, base di supporto del Monumento al Carabiniere posto nella rotonda all' ingresso di Meldola, realizzata da Romagna Acque - Società delle Fonti Spa nonchè ad altre problematiche.
Durante l' incontro la Presidente ci ha informato che il Coordinamento dei Soci composto da:
• Comune di Forlì (rappresentato dal Livia Tellus Governance Spa)
• Comune di Ravenna (rappresentato da Ravenna Holding Spa che comprende Ravenna e Faenza
• Comune di Rimini (rappresentato da Rimini Holding Spa)
• Comuni di Cesena, Lugo, Riccione,
• Comune di Premilcuore che rappresenta i Comuni montani (Premilcuore, Santa Sofia, Bagno di Romagna)
• Province di Forlì - Cesena, Ravenna e Rimini
ha rinunciato all' aumento del 12 %  previsto nel Metodo Tariffario Transitorio relativo agli anni 2012-2013, approvato il 28 dicembre 2012 dall' AEEG (Autorità per Energia Elettrica Gas), che Romagna Acqua dovrebbe praticare al concessionario unico: Hera Spa.

La rinuncia è stata decisa dal coordinamento dei soci per le asserite buone condizioni economiche in cui versa la Società.

Il Metodo Tariffario Transitorio (MTT) prevede inoltre un aumento del 14-16% delle tariffe idriche applicate dalla multi utility Hera Spa agli utenti finali. Tale aumento è causato anche dalla voce "oneri finanziari " che di fatto costituisce la reintroduzione della " remunerazione del capitale investito " abrogato dal secondo quesito referendario.

Il Comitato Acqua prende atto che  Atersir Regionale ha deciso di sospendere temporaneamente l'aumento previsto dal M.T.T. Tuttavia gli utenti corrono il rischio di dover subire l' applicazione rigida da parte di Hera del MTT nonostante che il Coordinamento Soci di Romagna Acque abbia rinunciato all' aumento del 12% prevista sulla tariffa di vendita all' ingrosso.

Romagna Acque - Società delle Fonti Spa, è il grossista/fornitore di acqua ad Hera Spa. La tariffa praticata da Romagna Acque ad Hera suddivisa per Provincia ammonta a:
• 0,20 euro/mc per la Provincia di Rimini;
• 0,36 euro/mc per la Provincia di Forlì - Cesena
• 0,39 euro/mc per la Provincia di Ravenna.
Oltre alla tariffa di favore praticata per la Provincia di Rimini, Romagna Acque -Società delle Fonti, sempre per volere dei Coordinamento dei Soci, ha già messo a bilancio 33 milioni di Euro per il Depuratore di S. Giustina di Rimini e 50 milioni di Euro per le fogne di Rimini.

Il Comitato sostiene poi che, nel rispetto degli esiti referendari, non si debba da parte di Romagna Acque Spa (società interamente pubblica), ma anche da parte di Hera far gravare sulle bollette pagate dai cittadini le spese sostenute per contribuire all' insediamento del Monumento al Carabiniere all' ingresso di Meldola.
La spesa sostenuta da Romagna Acque - Società delle Fonti Spa per la realizzazione della base architettonica (con annessa fontana) del Monumento comunicataci durante l' incontro con allegati documenti confermativi è di 51.161 mila euro IVA esclusa, inserita come voce a bilancio LAVORI DI MANUTENZIONE DELLE PROPRIETA' IMMOBILIARI, DELLE RETI DI DISTRIBUZIONE E DEGLI IMPIANTI TECNOLOGICI DI ROMAGNA ACQUE-SOCIETA' DELLE FONTI SPA PER L' ANNO 

Il comitato Acqua Bene Comune di Forlì - Cesena domanda:
1) I 78 sindaci della Romagna (soci di Romagna Acque - Società delle Fonti) sono consapevoli del fatto che la realizzazione di Depuratori e Fognature spetta al Gestore del Servizio Idrico Integrato, che in tutta la Romagna è la Multi Utility Hera Spa che percepisce dagli utenti  nelle “bollette” le relative tariffe di fognatura e depurazione?
2) I Sindaci sono consapevoli che il 12% di aumento rifiutato da Romagna Acque è stato, di fatto, da loro regalato ad Hera Spa?
3) I Sindaci soci di Romagna Acque - Società delle Fonti Spa e di Hera Spa sono consapevoli come rappresentanti eletti dai cittadini di non aver difeso i loro interessi?

Il Comitato Acqua Bene Comune di Forlì - Cesena ricorda che durante le due assemblee annuali i soci (i Comuni e le tre Province della Romagna, Unica Reti Spa, S.I.I.S. Spa, Consorzio di Bonifica della Romagna, Amir Spa, TE.AM. Srl, Consorzio di Bonifica Romagna, Camera di Commercio I.A.A. Forlì - Cesena) debbono preoccuparsi di garantire una strategia equilibrata degli interventi di Romagna Acque in tutto il territorio romagnolo.

Ci sembra che fino ad ora ed attualmente ciò non sia garantito ne come tariffa e nemmeno come La società Romagna Acque è composta da un Cda che ha anche il compito di verificare e approvare l'entità delle spese sostenute. Infine il Comitato Acqua Bene Comune di Forlì - Cesena evidenzia che la funzione propria di Romagna Acque non è quella di finanziare o realizzare opere non coerenti con la MISSION.

COMITATO ACQUA BENE COMUNE DI FORLI' - CESENA

mercoledì 15 maggio 2013

"Il futuro dell'acqua: quale gestione per Rimini e la Romagna"


La comunità Riminese si trova oggi di fronte ad una scelta fondamentale, i Sindaci e gli amministratori sono i primi attori di questa decisione che condizionerà la gestione del Servizio Idrico integrato per i prossimi decenni.

Quella che abbiamo di fronte è una scelta storica tra alternative agli antipodi. Nei prossimi appuntamenti istituzionali, saranno chiamati a scegliere tra: 
1. un una gara europea per la scelta del gestore privato;
2. un affidamento a un soggetto misto pubblico-privato con gara a doppio oggetto per la selezione del socio privato;
3. un affidamento diretto, o “in house”, del Servizio Idrico Integrato a un soggetto completamente pubblico;

Tutte le scelte presentano diverse incognite, e porteranno cambiamenti significativi nella gestione per come l’abbiamo conosciuta fino ad oggi.
Quello che è certo è che i cittadini hanno dato una chiara indicazione con i referendum del giugno 2011, votando contro le privatizzazioni (1° quesito) e per l’eliminazione dei profitti dalla gestione dell’acqua (2° quesito).

Per questo motivo riteniamo che la gestione del SII debba essere affidata a un ente di diritto pubblico senza scopo di lucro (ad esempio una azienda speciale consortile che operi a livello provinciale o di bacino idrico,o di  area vasta Romagna) e chiediamo a tutti voi di impegnarvi e di lottare affinché si possa seguire questo percorso, che altre realtà in Italia hanno già intrapreso (Reggio Emilia, Napoli , Torino).
La proposta avanza dal coordinamento dei comitati delle tre province della Romagna con il Convegno del 9 Marzo scorso, svoltosi a Forlì alla presenza di illustri e competenti relatori del Forum Italiano  dei Movimenti per l’Acqua e, degli amministratori e sindaci delle varie città di ”’Area Vasta” ci ha permesso di avviare degli incontri istituzionali che fino ad ora, hanno espresso solo volontà di singoli ed informali.

L’assemblea del 20 Maggio ha come obiettivo quello di aprire una discussione cittadina nel merito del  percorso di ripubblicizzazione del SII ed abbiamo scelto di invitare gli amministratori delle nostre città proprio per dare il segno che il percorso di partecipazione non può essere eluso, soprattutto in questa complessa fase politica che ci vede in una permanente campagna elettorale nell’emergenzialità di questa infinita crisi.
Vi ricordiamo, invitandovi a partecipare che l’affidamento della gestione del Servizio Idrico Integrato alla Multi Utility Hera S.p.a nella Provincia di Rimini è scaduto nel marzo del 2012. E’ ora di decidere insieme.